"Padroni in casa propria" Sarà più facile ristrutturare

• Più libertà di ristrutturare
Nel "Pacchetto Cento Giorni" del nuovo Governo sono incluse anche nuove direttive che dal 2002 renderanno più semplici le ristrutturazioni degli immobili privati, grazie all'estensione dell'autocertificazione.
Più libertà nel campo delle ristrutturazioni e maggiore flessibilità da parte delle Regioni. Questo in sostanza il contenuto del disegno di legge presentato dal Consiglio dei Ministri in Parlamento relativo agli interventi per il rilancio delle infrastrutture e attività produttive.

Fino a oggi, in base alla legge 662/96, era permesso realizzare con semplice autocertificazione le opere interne negli edifici, la manutenzione straordinaria e il restauro e risanamento conservativo.

Con il nuovo decreto di legge del Governo si ha la possibilità di utilizzare la "Denuncia di inizio attività" (Dia) anche per gli interventi edilizi privati più rilevanti, compresa la demolizione e ristrutturazione con lo stesso ingombro volumetrico, per i sopralzi e gli ampliamenti, e per le nuove edificazioni, purché siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali.

È prevista inoltre la facoltà delle Regioni di suddividere e specificare le categorie di opere che rimangono invece soggette a concessione edilizia.

• Meno "concessioni edilizie"
Il testo della nuova proposta è anche un'anticipazione del Testo unico dell'edilizia approvato a maggio dal Governo Amato e che sarà in vigore dal gennaio 2002.

Quest'ultimo amplia già la Dia, limitandosi però alle opere di ristrutturazione edilizia minore, oltre alla demolizione e ricostruzione, mentre conferma l'obbligo della concessione edilizia per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni che prevedono aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti e delle superfici dell'unità immobiliare. Invece il nuovo disegno di legge amplia la Dia anche a queste tipologie d'intervento, eliminando l'obbligo della concessione edilizia.

• Le novità della proposta di legge
Il Ddl del Governo Berlusconi prevede quindi di utilizzare questa super-Dia anche per:

  • ristrutturazioni edilizie con demolizione e ricostruzione mantenendo lo stesso ingombro;
  • sopralzi, addizioni e ampliamenti;
  • nuove edificazioni purché siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali (Prg) o specificamente disciplinati da piani attuativi e purché entrambi gli strumenti contengano precise disposizioni planovolumetriche, tipologiche, formale e costruttive.
Maggiore elasticità, quindi, nel settore dell'edilizia privata e più autonomia delle Regioni, che avranno la facoltà di limitare l'applicazione della Dia, escludendo particolari categorie di opere.

• La procedura di applicazione
La procedura di applicazione rimane la stessa: le direttive urbanistiche e igienico-sanitarie dovranno essere rispettate e si dovrà presentare un progetto approvato da un professionista abilitato. I lavori potranno iniziare dopo 30 giorni dalla presentazione.

Ciò che scomparirà sarà invece la responsabilità penale del professionista, mentre rimarrà l'obbligo di nulla-osta per l'esecuzione dei lavori quando questi riguarderanno immobili soggetti a vincoli storici, artistici e paesaggistici.

Il nuovo provvedimento sarà facoltativo: il proprietario infatti potrà decidere se utilizzare la Dia o chiedere ancora la concessione edilizia. Solamente nelle disposizioni di Lombardia e Toscana la Dia sarà sempre obbligatoria.

Per quanto riguarda gli oneri, rimangono in vigore i pagamenti di urbanizzazione previsti fino ad oggi.

• I tempi sono ancora lunghi
Il problema adesso è vedere quando il Decreto di legge in questione, che è stato definito "padroni a casa propria" proprio a sottolineare la volontà di dare maggior libertà d'azione ai proprietari troppo spesso bloccati da lacci e laccioli burocratici, sarà approvato dal Parlamento.

La sua entrata in vigore infatti scatterà novanta giorni dopo tale data e si deve quindi attendere che i lavori parlamentari riprendano dopo la pausa estiva.
La palla passerà poi alle Regioni che potranno, con opportune leggi locali, escludere alcune categorie di opere limitando quindi l'applicazione della superDia.

Quindi i tempi sono ancora abbastanza lunghi... Se siete alla vigilia di una ristrutturazione e non potete aspettare, è meglio che vi rassegnate a seguire la vecchia trafila burocratica.



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